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 HOUR OF PENANCE - intervista

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MessaggioTitolo: HOUR OF PENANCE - intervista   Dom Mag 18, 2008 7:40 pm

La scena death metal italiana ha ufficialmente trovato un nuovo gruppo guida negli Hour Of Penance, band capitolina da tempo attiva nell'underground, ma esplosa davvero solo di recente con l'arrivo del fantastico "The Vile Conception", disco pubblicato addirittura dalla americana Unique Leader Records. Con quest'ultimo e con un imminente tour europeo con Origin e Impaled, il quartetto è pronto a fare il suo ingresso nella cerchia dei migliori act della attuale scena death metal. È dunque con grande piacere che Metalitalia.com riaccoglie gli Hour Of Penance sulle proprie pagine: questa volta abbiamo avuto il piacere di parlare con Mauro e Giulio, rispettivamente batterista e chitarrista della band...

DOPO DUE ALBUM SU XTREEM MUSIC, SIETE APPRODATI ALLA UNIQUE LEADER. DEVE ESSERE UNA GROSSA SODDISFAZIONE PER VOI, VISTO CHE SI TRATTA DI UNA DELLE ETICHETTE PIÙ RISPETTATE NEL VOSTRO CAMPO...
"Una enorme soddisfazione, direi… abbiamo sempre sognato di firmare con la UL in passato e adesso ciò è divenuto realtà. La UL è una delle migliori etichette del settore e ci sta trattando benissimo come se fossimo tra le sue prorità, e questo è importantissimo per noi. Spesso grandi etichette ti fanno firmare, ma poi ti trattano come l’ultima ruota del carro. Dobbiamo molto anche alla Xtreem Music perché ha creduto in noi da subito ed ha contribuito a farci conoscere ed arrivare dove siamo adesso".
PRIMA DELLA REALIZZAZIONE DI "THE VILE CONCEPTION" LA LINEUP DELLA BAND È CAMBIATA UN PO' DI VOLTE. TUTTO CIÒ HA INFLUITO SUL SONGWRITING PER IL DISCO?
Mauro: "Sì, ci sono stati vari cambi di line up: la più pesante è stata sicuramente la dipartita di Enrico, co-fondatore insieme a me della band. Ci siamo sempre rimessi in sesto, ora la line up è solida, stabile e la migliore che abbiamo mai avuto. Il songwriting questa volta è stato affidato completamente a Giulio, è lui il compositore di tutto, in seguito passa tutte le sue idee a me e insieme cerchiamo di assemblare il tutto e creiamo la canzone vera e propria. Anche il nuovo entrato Francesco alla voce ha contribuito alla stesura di qualche testo e a personalizzare a suo modo le vocals pattern. Il risultato è eccellente".
COME DESCRIVERESTI "THE VILE CONCEPTION" AI NOSTRI LETTORI? IN COSA SI DIFFERENZIA DAI SUOI PREDECESSORI, SECONDO TE?
Mauro: "'The Vile Conception' è la naturale evoluzione del nostro sound in tutti questi anni. E’ sicuramente l’album più maturo e ispirato che abbiamo mai composto. La differenza rispetto ai precedenti dischi si nota molto di più, visto che stavolta il disco è stato composto da Giulio e non più da Enrico, come in passato. E’ il lavoro più veloce, diretto, pesante, epico della discografia degli Hour of Penance. Abbiamo lavorato molto alla stesura di questo disco, scartato molte canzoni, tutto doveva suonare perfetto, siamo i primi fan della nostra musica. quindi se qualcosa non ci piaceva veniva immediatamente eliminata. Chi ci segue da 'Disturbance' sarà sicuramente d’accordo con noi che questo è il miglior disco degli Hour of Penance".
CON IL TEMPO MI PARE CHE LA VOSTRA MUSICA SIA DIVENTATA PIÙ RAFFINATA. OVVIAMENTE È SEMPRE DEATH METAL, MA OGGI SI SENTE QUALCHE MELODIA IN PIÙ E I BRANI SONO MAGGIORMENTE MEMORIZZABILI. CHE NE DICI?
Giulio: "Tutto vero. Era proprio questo il nostro obiettivo: fare della musica 'competitiva', più memorizzabile, ma, allo stesso tempo, non abbandonare il trademark che ci ha caratterizzato in tutti questi anni".
QUALI SONO GLI ELEMENTI CHE NON DEVONO ASSOLUTAMENTE MANCARE IN UN BRANO DEGLI HOUR OF PENANCE?
Giulio: "Pensiamo che il death metal debba essere fatto in una certa maniera... è comunque una musica estrema e per questo deve far risaltare al massimo alcuni elementi, come, ad esempio, la velocità. È qualcosa che nelle nostre canzoni non può mancare. Inoltre, come dicono i nostri colleghi d'oltreoceano, 'catchiness' è uno degli altri elementi che assolutamente non va trascurato".
PUOI GIÀ PREVEDERE DOVE ANDRÀ A PARARE LA VOSTRA MUSICA NEL PROSSIMO FUTURO? COSA VOLETE MIGLIORARE? AVETE GIÀ QUALCHE IDEA A RIGUARDO?
Mauro: "Non prevediamo mai come duonerà un nostro disco, tutto avviene in modo spontaneo. Per la composizione di 'The Vile Conception' non ci siamo messi minimamente a tavolino a discutere su come doveva suonare il disco, il tutto è avvenuto nella maniera più naturale possibile. Così sarà anche per il prossimo lavoro e per quelli a venire".
IL DISCO È STATO REGISTRATO A ROMA E GODE DI UN'OTTIMA PRODUZIONE. SIETE SODDISFATTI DEL RISULTATO FINALE? SEMBRA ORMAI CHE ANCHE IN ITALIA ESISTANO DEGLI STUDI DEGNI DI QUESTO NOME...
Mauro: "Abbiamo registrato il disco nuovamente nei 16th Cellar Studios di Stefano Morabito, ormai nome ben noto nel panorama italico per le sue incredibili produzioni. Stefano ci conosce da anni, sa come vogliamo che suoni un nostro disco, in più adesso ha attrezzature che prima non c’erano, quindi è stato tutto molto facile creare una produzione del genere. Si tratta sicuramente di uno dei migliori studi di registrazione della penisola".
DI COSA PARLANO I TESTI DEI NUOVI BRANI? L'ASPETTO LIRICO È IMPORTANTE PER LA BAND?
Giulio: "Sì, assolutamente. Abbiamo dato molto peso questa volta ai testi, creando diciamo un vero e proprio filo conduttore tra le varie tracce... quindi possiamo dire che l'album ha un suo concept. Non ci piace scadere nelle banalità, parlare di satanismo o carcasse in decomposizione, abbiamo semplicemente aperto gli occhi su quello che il nostro mondo ci offre oggi, ovvero, più che un mondo, una 'gabbia' nella quale religione e politica ci tengono rinchiusi e ci usano per i loro scopi più sporchi".
LA COPERTINA DELL'ALBUM È SPLENDIDA. SICURAMENTE UN TOCCO ULTERIORE DI PROFESSIONALITÀ A UN LAVORO GIÀ PIÙ CHE VALIDO SOTTO TUTTI I PUNTI DI VISTA. CHI È L'AUTORE?
Giulio: "L'autore dell'artwork è Par Oloffson, un nome abbastanza conosciuto oggi nella scena poiché ha lavorato ultimamente con Spawn of Possession, Grave, Disavowed e chi ne ha più ne metta. Ci siamo voluti affidare a lui perchè anche la cover questa volta doveva essere perfetta come tutto il resto dell'album. Il risultato ovviamente è stato ottimo, Par è veramente un grande artista!".
UN TOUR EUROPEO CON ORIGIN E IMPALED È ALLE PORTE: CHE COSA VI ASPETTATE DA QUESTA ESPERIENZA? ESSENDO LA UNIQUE LEADER AMERICANA, CI SONO SPERANZE DI ANDARE A SUONARE ANCHE OLTREOCEANO?
Giulio: "La Unique Leader sta lavorando molto bene sotto questo aspetto. Già prima dell'uscita dell'album, Erik (il boss) ha cercato di farci partecipare a qualche tour e alla fine siamo stati inclusi in quello con Origin e Impaled. Inutile dire che siamo stra-eccitati di fare questa nuova esperienza.. .sarà il nostro primo tour 'professionale'. Siamo già andati in tour per una decina di date con i Krisiun nel 2006, ma questo con gli Origin sono sicuro che sarà epico. Speriamo presto di andare negli Stati Uniti, anche se ho sentito che, a quanto pare, ultimamente la situazione è migliore nel nostro continente".
ANCHE IN PASSATO AVETE AVUTO MODO DI ESIBIRVI LIVE ALL'ESTERO E CON GRUPPI PRESTIGIOSI. ANCHE VOI, COME TANTE ALTRE BAND NOSTRANE, SIETE PIÙ CONOSCIUTI FUORI DALL'ITALIA E TROVATE PIÙ SEMPLICE SUONARE OLTRE CONFINE?
Mauro: "Suonare ed essere apprezzati all’estero è molto più facile sì, ma per una band italiana può comunque anche essere molto difficile. Ci piace suonare anche nel nostro paese, la gente ci supporta molto, soprattutto a Roma che è la nostra città e i concerti sono andati sempre alla grande. Certo, l’estero è un'altra cosa, la mentalità è diversa e questo genere è molto più apprezzato lì che da noi".
IN ITALIA CI SONO PARECCHIE DEATH METAL BAND VALIDISSIME. LA SCENA, NEL SUO INSIEME, FA PERÒ ANCORA FATICA A EMERGERE DEL TUTTO. QUALI SONO SECONDO TE LE RAGIONI?
Mauro: "E’ una domanda difficile, su cui ci si protrebbe scrivere un libro. Secondo me il problema risiede proprio nella cultura e nella mentalità italiana. Abbiamo tanti pregi, la cucina, il calcio, l’arte e tante altre cose… ma non di certo la musica metal in generale. La massa è ancorata qlla musica popolare italiana e difficilmente si aprirà a contaminazioni. La situazione stà un pochino migliorando, ma la strada penso sia molto lunga. L’Italia è un paese troppo conservatore, non solo per la musica, ma per tante altre cose. Vige la tradizione. L’estero lo sa e quindi non guarda con un occhio di riguardo alle band italiane. Una band italiana per emergere deve farsi il culo dieci volte di più di una band estera. Se noi siamo riusciti ad emergere ti dico che di gavetta e 'culo' ce ne siamo fatti veramente tanto. Dieci anni di dura dedizione al nostro genere alla fine sono stati premiati. Spero che in futuro usciranno altre band dall’Italia, cosicchè gli altri paesi si rendano conto che c’è qualcosa di buono anche qui".
COSA ASCOLTANO GLI HOUR OF PENANCE IN QUESTO PERIODO? QUALI SONO LE BAND CHE VI STANNO ENTUSIASMANDO?
Mauro: "Personalmente sto ascoltando poca musica, vuoi per vari impegni musicali e non, vuoi un po’ per la proposta musicale odierna. Dischi che mi hanno colpito sono sicuramente il nuovo disco degli Origin, dei Behemoth, Beneath The Massacre, il nuovo Meshuggah, Disavowed e Decrepith Birth. Per il resto, continuo ad ascoltare dischi di dieci anni fa che tutt’ora superano di gran lunga le uscite odierne, risultando ancora freschi all’ascolto".
E QUALI GRUPPI, INVECE, VI HANNO PORTATO AD ASCOLTARE E A SUONARE DEATH METAL PER LA PRIMA VOLTA, ANNI FA?
Mauro: "Quando fondammo gli Hour Of Penance i gruppi a cui volevamo rifarci erano sicuramente i Morbid Angel, Cannibal Corpse, Suffocation... i mostri sacri di questo genere, insomma, che hanno formato noi e miliardi di band in tutto il mondo. Respect!".

fonte: metalitalia

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MessaggioTitolo: Re: HOUR OF PENANCE - intervista   Dom Mag 18, 2008 10:16 pm

grandi HOP
Very Happy
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