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 ILLOGICIST - intervista

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MessaggioTitolo: ILLOGICIST - intervista   Dom Mag 11, 2008 4:57 pm

“The Insight Eye” rappresenta sicuramente una tappa importante per la carriera dei nostrani Illogicist, in quanto si rivela il loro album più maturo e riuscito, forse il disco grazie al quale i nostri faranno il definitivo salto di qualità. Il techno-death degli Illogicist è quindi tornato più forte e potente che mai, e noi di EmpireOfDeath, sempre attenti a quello che succede nel nostro paese a livello musicale, ci siamo sentiti in dovere di fare quattro chiacchiere con Diego e Luca, chitarristi della band…

1)Partiamo ovviamente dalla nuova release: cosa differenzia “The Insight Eye” dal precedente “Subjected”?

Diego: Indubbiamente la prima differenza che salta all’ “orecchio” è a livello di produzione. Abbiamo, infatti, prestato molta attenzione sia alla pulizia, sia alla timing durante l’esecuzione, non potevamo certo avere chitarre ballerine su una batteria registrata da Marco :-D!!!!
Musicalmente, invece, credo che i nuovi pezzi siano nell’insieme meno frastagliati e più canzoni.....Riascoltandolo ora, a parte l’orgoglio misto a insoddisfazione che si ha verso le proprie “creature”, ho come la sensazione che l’ascoltatore non abbia il tempo di annoiarsi, ma questo sei tu a dovermelo dire!! :-)

2)Il sound mi sembra più potente, tecnico e maturo rispetto al disco precedente, segno che avete dato il massimo durante la fase compositiva: quanto vi ci è voluto per comporre i brani dell’album?

Diego: Il sound di “The Insight Eye” risulta in definitiva più potente per vari motivi; se già nel comporre i brani ci siamo impegnati al massimo per fare in modiche fluidità delle canzoni non venisse mai meno, abbiamo potuto approfittare di un ritardo nella ricezione delle tracce di batteria per dedicarci un paio di giorni in più ad ottimizzare il suono delle chitarre.
Per quanto riguarda invece i tempi di composizione, posso dire che le strutture principali dei pezzi ci hanno preso mediamente un tra le tre e le quattro settimane l’una a parte i testi, che Luca ha scritto tutti alla fine. Gli assoli, invece, li abbiamo composti praticamente a canzoni registrate....diciamo nel tempo libero tra il missaggio e l’editing, pressati dai tempi di consegna del master.....che fatica!!!!!

3)Come sono nati, sia musicalmente che liricamente, i brani del nuovo disco?

Diego: Le nostre canzoni nascono solitamente da una linea di chitarra, che viene poi sviluppata senza direzioni obbligatorie programmando contemporaneamente anche delle parti di batteria provvisorie che ci aiutano in fase di composizione....Poi Emilio le arricchisce e le ricama con le sue parti di basso.
Dei testi e delle melodie vocali se ne occupa esclusivamente Luca; dovendo cantare e suonare allo stesso tempo, è fondamentale che si trovi totalmente a suo agio in sede live.

4)Ci sono delle canzoni delle quali siete particolarmente fieri o che ritenete rappresentino al meglio gli Illogicist del 2007?

Diego: Personalmente non ho una canzone preferita (lo sò.... dicono tutti cosi’): il fatto è che in ogni brano ci sono dei momenti che ritengo assolutamente geniali o potenti....
Dovendo però fare qualche nome.....oltre alla title-track adoro anche Be My Guide, Secrets Of Human Hate e The Absolute Or Nothing. Ma sono sicuro che ognuno di noi risponderebbe in modo diverso a questa domanda Very Happy

5)Il titolo del disco è molto intrigante: cosa potete dirci a riguardo?

Luca: Il titolo “The Insight Eye” è preso dalla title track dell’album e rispecchia perfettamente lo spirito e le tematiche trattate nel cd, che nonostante non sia un vero proprio concept album, si può riassumere come un percorso attraverso noi stessi, alla ricerca di quelle sensazioni e visioni che spesso non consideriamo, perché troppo radicate dentro noi stessi. E’ difficile da spiegare come concetto ma ci provo; se tu non hai mai provato un certo tipo di sensazione non puoi nemmeno immaginare la sua esistenza. La prima volta che una persona si innamora ad esempio, rimane spiazzata perché non ha mai provato quella sensazione su di sé prima di quel momento: già dalla seconda volta, però, sarà in grado di riconoscerla e catalogarla. Così succede con le nostre emozioni e sensazioni. L’occhio interiore è un modo per guardarsi dentro e cercare di vedere e ascoltare quello che succede nella nostra testa e nella nostra “pancia”, intesa come elemento istintivo e irrazionale. Se non conosci un certo tipo di sensazione, non vuol dire per forza che questa non esista…e soprattutto, non si può trovarla se nemmeno la si cerca.

6)La produzione dell’album è ottima, dove l’avete registrato?

Luca: Sono veramente contento che ti piaccia. Diego ed io siamo proprietari di uno studio di registrazione qui ad Aosta, Dissonant Studio, e abbiamo fatto tutto qui, dato che abbiamo una strumentazione ottima. Io poi mi sono occupato personalmente del miraggio e della produzione vera e propria. Ti devo confessare che è stato un vero e proprio parto; non è facile riuscire a mantenere oggettività dopo aver cosposto i pezzi, scritto i testi, averli sentiti un milione di volte… Dover affrontare un mix in queste condizioni è particolarmente rischioso, perché si rischia di perdersi per strada…e soprattutto bisogna alla fine esser capaci di dire “ok, ora è finito, non bisogna modificare altro!”, perché se no si tira il tutto per le lunghe.
Ammetto di averla patita proprio questa produzione, ma alla fine sono soddisfatto! Smile
Certo…ad ascoltarlo ora…qualcosa avrei cambiato… ahah no no..basta Very Happy

7)Ora siete sotto l’egida della Willowtip, come vi trovate sotto questa nuova label?

Luca: Guarda, direi ottimamente. E’ la label perfetta per noi, non piccolissima, ma nemmeno enorme, e soprattutto che produce specificatamente il nostro genere, o cmq metal con venature progressive e sperimentali. Ci hanno trattati benissimo sin dall’inizio ed è solo grazie a loro che siamo riusciti a chiudere il contratto con Candlelight Records qui in Europa.
Magari fosse sempre così, ci metterei una firma!

8)Come è stato il feedback di critica e pubblico nei confronti del nuovo platter? E voi, siete soddisfatti del risultato o a mente fredda cambiereste qualcosa?

Luca: Fino ad ora siamo molto soddisfatti; negli Stati Uniti è andato veramente sopra ogni aspettativa da quello che so. In Europa stiamo raccogliendo ora un po’ di dati, perché qui è uscito solo lo scorso ottobre, quindi è ancora un po’ prestino.
Secondo me abbiamo ottenuto quello che cercavamo, cioè un album senza compromessi di sorta, scritto per soddisfare il nostro gusto personale e non per piacere per forza a tutti; è molto estremo dal punto di vista compositivo e ritmico e sicuramente di non facile assimilazione, ma è quello che ci piace Smile
A mente fredda non cambierei nulla, ovviamente uno avrebbe sempre bisogno di tempo in più per poterci lavorare, però se non ci si dà un ultimatum non se ne viene fuori veramente!! Soprattutto noi che siamo dei maniaci in fase di registrazione.

9)All’interno del vostro sound si può notare come gruppi come Death, Atheist e Cynic abbiano ricoperto un ruolo molto importante per la vostra crescita musicale: a parte loro c’è qualche altra band che ha segnato il vostro percorso come band?

Luca: Noi abbiamo tutti interessi musicali ed influenze molto ampie e senza limiti di fatto; posso dirti che sicuramente un chitarrista che ha influenzato Diego e me è stato Ron Jarzonbeck con gli Spastic Ink, e poi un po’ di tutto, da Meshuggah e Strapping Young Lad, a Mats & Morgan Band, da Iron Maiden a Cryptopsy, spaziando anche in generi totalmente esterni al metal. Per farti un esempio, un cd che sto veramente consumando ultimamente è quello del Ensemble Moderne che suona Greggery Peccary & Other Persuasione di Frank Zappa, a dir poco spettacolare! Smile Ogni tanto lo tiro fuori e mi faccio venire la nausea a forza di ascoltarlo!!

10)Come vedete l’attuale scena estrema italiana? Ci sono delle band che apprezzate in particolare?

Emilio: L’attuale scena estrema italiana la trovo molto florida ed in continuo fermento, peccato che sia poco valorizzata. Ci sono nuovi gruppi che nascono in continuazione e molti di questi si rivelano delle piacevoli sorprese. Il fatto che poi siano poche le bands che realmente riescono ad emergere, è a causa della diffusa tendenza dei locali di prediligere cover bands (e non solo in ambito metal) rispetto a chi fa musica originale. Tramite internet (siti, Myspace, webzines ecc) si è creata una strada alternativa per farsi conoscere, ma la possibilità di poter suonare dal vivo la propria proposta musicale sta diventando sempre più difficile.
Suonando in giro per l’Italia, spesso ci è capitato di trovare bands ottime in ambito underground. Tra tutti ci sono gli Infernal Poetry memorabili oltre che musicalmente parlando, anche a livello umano. Con loro abbiamo diviso il palco tempo fa ed è stata una serata davvero devastante.
Ultimamente abbiamo visto all’opera sul palco ottime bands come Inferna Poetry, Aneurysm, Delirium X Tremens, Sothis, Outrcy, Lifend e ho sentito parlare molto bene dei calabresi Zora... una lunga lista insomma che va ben oltre i classici nomi blasonati e spesso sopravvalutati!

11)Quali sono stati, secondo voi, i migliori dischi death di questo interessante 2007?

Luca: Ti confesso che lo scorso anno siamo stati così tanto occupati dietro al nostro album che abbiamo ascoltato veramente poche nuove uscite, e personalmente non ho notato nulla di particolarmente accattivante, a parte lo stupendo album strumentale dei Blotted Science, assolutamente da avere. Nel 2006 invece sono rimasto estasiato da “Noctambulant” degli Spawn Of Possession, album capolavoro a mio avviso!

12)Quali sono i vostri progetti futuri?

Luca: Attualmente stiamo cercando di suonare live il più possibile e ovunque, come nel nostro spirito, e di divertirci il più possibile. L’obiettivo è quello di riuscire a entrare su un tour qui in Europa ed uno in Usa;, ma è davvero molto difficile, perché qui ormai se vuoi suonare e non hai un nome enorme, sei costretto a pagare cifre esorbitanti. Ci hanno appena confermati per un festival in Portogallo a fine aprile con ottime bands come Carnal Forge, Enslaved, Regurgitate e molte altre, ed è veramente una grossa soddisfazione poter dividere il palco con loro in una buona posizione di orario e nel giorno di chiusura dell’evento. Ci toccherà imparare in fretta il portoghese e bere tanto porto per temprare spirito e corpo alla trasferta eheh!

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